Proloco Clanis 2006  -- Avella -- Provincia di Avellino  
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Cenni Storici
Inserito il 26 ottobre 2007 alle 11:33:01 da prolococlanis.

Cenni Storici

AVELLA CITTA’ ARCHEOLOGICA

CENNI STORICI


Il rinvenimento di molti reperti archeologici,la presenza di tantissime iscrizioni epigrafi-tra queste il famoso Cippus Abellano-raggruppate in parte nel Palazzo Pescione e in Piazza Municipio,la citazione in libri importanti di molteplici storici del passato testimoniano senz’altro che Avella è un paese ricco di storia e di tradizione.
Indubbiamente la testimonianza più profonda dell’antichità del paese è datta dal fiume Clanio,denominato così,poiché sulle sue sponde,un tempo,crescevano viole e ciclamini,ma soprattutto perché derivente dalla parola Clan ovvero Tribù,primi insediamenti umani sul fiume , specialmente nella zona del Fusaro e dei Mulini.
Il CLANIO ha rappresentato per Avella ciò che il Tevere è stato per Roma,così gli altri corsi d’acqua per le proprie zone.
Infatti lungo il suo corso si è svolta la vita e lo si può dedurre sia per la presenza di alcune grotte(S.Michele, Sportiglioni)e ritrovi sotto le rocce,sia per i resti di un acquedotto romano, per le calcare, per le vasche per la lavorazione della canapa.
La stessa ricerca della derivazione del nome,ha impegnato  molti studiosi in passato e ancora    oggi  che danno vita a varie ipotesi e supposizioni.
“Et quos salifera despestant moenia Abbella),lo dice Virgilio nel canto settimo dell’Eneide al verso 740,parlando di  Avella e volendo, far derivare il nome (Mela).
Questo frutto,in Etrusco,,si dice Abblona , quindi Abella e poi Avella.
Ma Avella raggiunse il massimo splendore sotto la protezione romana, godendo,come Municipio sine suffragio, i privilegi giuridici,che ha pochissime città della Campania vennero concessi.
Successivamente divenne Colonia infatti  tracce della fedeltà a Roma sono l’Anfiteatro,oggi in piena ristrutturazione e meta di visite guidate, le Terme, il Teatro, la Piscina, la Palestra, il Pretorio ed il Ginnasio riportati sui testi ma non hanno visto  ancora la luce.
Nello stesso periodo dell’Anfiteatro-Primo sec.a.C.-PRIMO SEC.d.C. età tardo Repubblicana-anch’essi meta di studenti e di studiosi,sono i Monumenti Funerari,che insistevano lungo le strade che mettevano in comunicazione Avella con gli atri centri.
Anche nel Medioevo Avella ebbe una vita intensissima e ciò lo si deduce dalle moltissime leggende e fatterelli di cui si correda il Castello,come quella che fa risalire   la sua costruzione a  Cofroa,figlio del Re di Persia.La realtà , invece,durante questo periodo storico,vede Avella saccheggiata dall’Arico nel 410d.C. e successivamente da Genserico nel 455.
Subì,poi il dominio Longobardo-Normanno e Svevo-Angioino e l’attuale Castello,detto anche di San Michele, tutt’oggi presenta i tre diversi tipi di cinta muraria,risultando,quindi,il sunto di tutte le tecniche costruttive militari esistenti in Campania.
Con la fine del Medioevo la vita si sposta di nuovo in centri ed il Castello viene restaurato da Pietro Spinelli,abbandonato ed adibito a carcere,mentre sorgono una serie di palazzi su quello che,nel periodo roman0,era stato il Decumano Maior,oggi Corso Vittorio Emanuele.
Sorge il Cinquecentesco Palazzo Ducale,nel cui parco, nella cui struttura , disegnata daVanvitelli intorno al 1766,c’èra un platano,attualmente rimane solo il tronco,che ha pressapoco  400 anni, la cui circonferenza al colletto è di 14 metri.
Ed allora, in Avella,si susseguiranno le Famiglie Spinelli, Cattaneo, Orsini, Colonna,fino all’ultima  Alvarez  De Toledo.
La storia odierna e soprattutto futura di  Avella prevede l’utilizzo dell’Anfiteatro per spettacoli,l’utilizzo già in atto con ripristino funzionale del Castello,la ristrutturazione del Palazzo Ducale, per adibirlo a Museo, Biblioteca, Centro di Restauro, sede del personale,della Sovrintendenza.
Sarà certamente il capitolo storico più bello per il paese,poiché trionferà il concetto-“l’ignoranza del passato non solo nuoce alla conoscenza del presente,ma compromette nel presente l’azione medesima”.  


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